(Xtreem Music) Un esordio segnato da miasmi: i bulgari Necromonger sono assertori di un death-goregrind profondo e oscuro, che esala marcio e orrore. Robusta la linea delle corde eretta da chitarre e basso, con la batteria che regola i giri del motore all’occorrenza. Growl spettralmente profondo. Sono le caratteristiche salienti che emergono dall’ascolto di questo allucinante album. Trappola mortale, luogo da incubo, “Emanation Of The Dying Perceptions”, il quale viene spinto principalmente da ritmi medi, ma non solo, e, tutto sommato, con uno scorrere dei brani ben ordinato. Siamo in un’atmosfera claustrofobica, di degrado delle cellule vitali quanto dello stesso spirito, non dissimile dalle prime atmosfere concepite dai Carcass, con un sound però più limato, come anche le strutture. I Necromonger hanno un buon potenziale, misurabile anche nella capacità di creare pezzi che non suonino confusi, come può potenzialmente accadere nell’ambito del goregrind.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10