(Massacre Records) Debaucherry sono ormai tante cose. La band fondata e gestita dal tedesco Thomas Gurrath è diventata sempre più intraprendente e abile nell’intrattenere, soprattutto dal vivo. Un’iconografia di sangue fatta con mostri, motociclette, moteseghe in azione, donne procaci che saltano tra dominazione e altro, il tutto in un miscuglio tra Cannibal Corpse, “Alien” e Warhammer. Si pensi che esistono anche delle miniature, come nel celebre gioco fantasy Warhammer, a tema Debauchery e di altre iniziative di Gurrath. Il musicista infatti ha anche creato due progetti paralleli, Bloodgod e Belgeroth. Tutte band che si sono distinte per dei contorni death ‘n’ roll. Lo dimostra anche “Demons Of Rock ‘N’ Roll” che è in linea con la produzione tipica dell’arte di Gurrath. Questo album doppio vede un disco eseguito dai Blood God e l’altro, con le stesse canzoni, dai Debauchery. La differenza tra i due è solo nel cantato. Il primo, dei Blood God, usa una voce in linea con quella di Brian Johnson. Dunque un simil-scream, un cantare stridulo. Il secondo, dunque Debauchery, in growl. Non è la prima volta che il buon Thomas Gurrath concepisce una proposta del genere e in ordine di tempo c’è stato “Monster Metal” (QUI recensito) dello scorso anno, oppure “Thunderbeast” di sei anni fa. Un album doppio dove un disco ha dei pezzi e il secondo gli stessi ma con la sola voce o al massimo il tipo di distorsioni ad essere diverse, nel quale il death and roll, dunque di natura catchy, come anche l’hard & heavy suonato in maniera ruffiana, magari volutamente parodistica. I pezzi sono dell’hard rock in stile palesemente AC/DC, forse anche Krokus, Accept e ZZ Top. Il tutto ripete stilisticamente qualcosa già proposto dal mondo Gurrath. A cosa serve tutto questo? Un album doppio dove un disco ha dei pezzi e il secondo gli stessi ma con la sola voce o al massimo il tipo di distorsioni ad essere diverse, nel quale il death and roll, dunque di natura catchy e con testi veramente minimali, come anche l’hard & heavy suonato in maniera ruffiana, magari volutamente parodistica. Si prenda il brano “Raze Hell”, nella versione Deabuchery il cantato è impostato in stile Lemmy Kilmister! Pur concedendo che “Demons Of Rock ‘N’ Roll” si ascolta in modo spensierato, con il ripetere una simile proposta alla lunga Gurrath diventa una macchietta! L’impatto visivo, il macabro reso come spettacolo, sono ancora oggi uno show potente e dunque funziona ancora. Però uno spettacolo sul palco è una cosa e chissà in quanti nella propria vita avranno modo di assistere ad un’esibizione dal vivo della truppa di Gurrath. Prima di allora però arriverà sempre prima la musica, in CD, digitale o vinile, ma con proposte così voluminose, parodistiche, ripetute di cliché chissà se faranno bene all’immagine della band.

(Alberto Vitale) Voto: s.v.