(Peaceville Records) Copertina e titolo solleticheranno la curiosità di molti. I due dinosauri che scorrazzano nelle foreste norvegesi, Darkthrone, pubblicano il quarto album in cinque anni, puntando su un titolo provocatorio e una copertina kitsch che racchiude però il senso della loro musica. “Pre-Historic Metal” è fatto di una materia stabile, strutturalmente definita, grazie a un heavy/speed metal essenziale, con qualche cambio repentino e l’aggiunta di passaggi d’atmosfera. Il tutto con una gestione delle andature tipicamente Darkthrone, oscillando dunque tra accelerazioni, cavalcate in mid tempo oppure a bassi giri del motore. I riff spigliati sono spesso cadenzati e sostenuti da plettate energiche. Il tutto, però, è il solito calderone nel quale ribollono cose già udite e, in barba alla voglia di fare qualcosa di nuovo, salvo che per i passaggi d’atmosfera. Il termine “preistorico” nel titolo è proprio questo: Fenriz infatti spiega che «Prehistoric è un termine vago. Penso semplicemente che sia la nostra VIBE, il nostro modo di vedere le cose, ed è più una dichiarazione del fatto che usiamo uno stile vecchio per creare qualcosa di nuovo». O mente sapendo di mentire oppure ne è convinto. Probabilmente è la seconda ipotesi, perché lui e Nocturno Culto non hanno portato novità in sé stessi: suonano senza scollarsi troppo da questo speed/heavy metal arcaico e attraverso i loro tempi e ritmi abituali. Solo la strumentale “So I Marched To The Sunken Empire” è un atmospheric metal camaleontico e dissacrante, parzialmente ripreso qui e nei due brani successivi e conclusivi dell’album, “Eat Eat Eat Your Pride” e “Eaon 4”. L’impatto con questo lavoro è comunque gradevole, con momenti d’amarcord e un’energia piuttosto ben distribuita tra pezzi che però non sono abbastanza granitici da poter affrontare indenni il passare del tempo.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10