(No Remorse Records) La nuova incarnazione dei Cirith Ungol, presenta il duo formato da Robert Garven, batteria, e Tim Baker, voce, il già rodato Jarvis Leatherby, basso, e l’aggiunta del chitarrista Armand Anthony. Gli ultimi due hanno un destino comune: fanno parte dei Night Demon, heavy metal band originaria proprio di Ventura, California, come i Cirith Ungol. “All The Shadows” ci arriva con tutti i codici di stile della band californiana, ma tutto è meno dogmatico del previsto, grazie a una dosata orecchiabilità e a un fluire armonico, in certi casi meno pesante del previsto. La solenne maestosità dei Cirith Ungol è intatta, però i riff, nelle loro sfumature e nel modo in cui sono arrangiati, rendono in alcuni momenti lo stile più melodico del previsto. Ai primi ascolti si avverte una possibile leggerezza nell’insieme, come se le canzoni fossero sequenze di riff, alcune delle quali prive di vere sfumature. Il cantato standard di Baker non sembra esprimere molto di più in alcune fasi melodiche; di rimando però Anthony, Garven e Leatherby hanno fatto un buon lavoro, tenendosi incollati alla tradizione stilistica della band. Chissà, in futuro potrebbero arrivare ulteriori sviluppi e brani più fluidi. Per esempio, “Shallow Reflection” ha un incedere molto hard rock e di settantiana memoria: sono la base ritmica e il cantato a tenere i sensi dell’ascoltatore ancorati al fatto che la canzone sia dei Cirith Ungol, pur suonando come altro. Tuttavia, ancora una volta, quella solenne forza e maestosità è ben espressa dai Cirith Ungol, però una metà dell’album comprende brani ben identificabili, completi e riusciti: “On Broken Wings”, la title track, la già citata “Shallow Reflection”, “Turning Blind” e “Venus in Thirds”. L’altra metà è invece costituita da un gruppo di pezzi d’ordinanza.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10