
(Nuclear Blast Records) Ormai questi finlandesi sono in giro da più di vent’anni e con questo celebrano il dodicesimo album in studio… non certo una cosa banale per una band metal che si presenta con un look tutt’altro che metal, senza dimenticare le pesanti contaminazioni elettroniche, industriali e… dance, cosa suggerita dal nuovo titolo, esattamente come successe per “Technodiktator”, “Diskovibrator” o “Dance Panique”. Ma questo loro mix così ‘poco’ metal non deve essere proprio sbagliato, vista la durata della carriera, vista la produzione discografica, vista l’etichetta che sta dietro, visti i tour e considerati questi contorti e sorprendenti tempi moderni, nei quali il già sentito viene raggiunto fin troppo facilmente. “Resodance” pesta duro con i suoi dodici brani, dodici pezzi che pare siano uno per ogni ora del giorno, quasi un antidoto per il caos della vita quotidiana. Trionfale “Nostajat”, industriale “Kunnioita”… con quel profumo di Berlino, tecno estremo con “Pöytäviinaa Ja Pimeitä Naisia”. Il metal elettronico viene sbattuto in faccia con rabbia grazie ad “Amon-Ra”, dark dance con “Hallelujah!”, una dark dance che diventa psichedelica con “Näe Minut”. Travolgente “Lunastakaa”, pazzesca “Karma”, più che un brano una dichiarazione di intenti, una canzone che mescola pulsazioni telluriche a melodie vocali dannatamente geniali. “Levolle Laske” è dark metal processato attraverso concetti di elettronica ed apocalittica robotica, mentre la stessa elettronica rende angosciante la potentissima “Teloitus”. In chiusura la tecno spietata di “Raivotarjonta”, seguita dalla disperazione malinconica della conclusiva “In Our Dreams (to be continued)”. Hook memorabili, un’infinità di riff, arrangiamenti e passaggi super catchy, linee vocali coinvolgenti: è impossibile rimanere indifferenti a un album dei Turmion Kätilöt e questo “Resodance” non cambia questa regola. Un disco avvincente, che mostra un’evoluzione non palese ma contenuta nei dettagli, nell’incremento di potenza, in quell’enfasi capace di rendere questi tre quarti d’ora un viaggio incredibilmente pazzesco!
(Luca Zakk) Voto: 8,5/10




