(Ipecac Recordings) L’etichetta californiana fondata da Mike Patton e Greg Werckman pubblica il terzo album dei Cor De Lux, della Carolina del Nord. “Year Of The Horse” tocca dei buoni momenti di indie rock, post-hardcore e tutto quanto il resto derivi dal rock non mainstream prima e divenuto tale poi negli anni ’90. In sostanza, il quartetto ha i suoi schemi un po’ grunge, un po’ alternative, un po’ tutto. Con alla voce principalmente Dawn Moraga, la quale condivide la chitarra e il microfono con Tim Lusk, la band propone un sound con momenti assopiti e altri vivaci, attraverso uno stile con momenti di freschezza o di palese influenza. Come certe situazioni che ricordano i Sonic Youth, per esempio. I Cor De Lux, però, non esprimono quelle titaniche e psicotiche dissonanze e non sono rabbiosi come certi filoni uditi negli anni ’90. Ecco, gli statunitensi sono un’entità molto più ordinata e pulita. I loro pezzi sono concreti nella loro identità, hanno una matrice onesta e misurata. Pertanto, queste evoluzioni sperimentali, personali, a volte leggere, si sviluppano fluidamente. Quando “Year Of The Horse” si spegne sulle ultime note un po’ festose e inguaribilmente punk alla radice di “Loing Face People”, si ha la consapevolezza di non avere udito niente di nuovo, quanto piuttosto di ben concepito, con spunti anche moderni nel suo essere. Chissà cosa potrebbero inventarsi in futuro. Si spera almeno delle idee migliori per le copertine!

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10