(Pride & Joy Music) I bolognesi Crying Steel sono a tutti gli effetti una garanzia, un porto sicuro per chiunque desideri ascoltare del sano heavy metal tradizionale, suonato con l’entusiasmo delle band esordienti e l’esperienza di chi, da quasi quarantacinque anni, può essere considerato tra i prime movers della scena metal italiana. Una coerenza inossidabile, quella dell’accoppiata costituita da Luca Ferri e Franco Nipoti, rispettivamente batterista e chitarrista, nonché membri fondatori presenti in tutti gli album della formazione emiliana, la quale, nonostante gli svariati cambi di line-up, è sempre rimasta fedele all’acciaio inossidabile di Accept, Saxon e, in primis, Judas Priest, senza per questo mai risultare una scopiazzatura di tali formazioni, mantenendo una propria personalità e un senso melodico squisitamente tricolore. Tra gli artisti che hanno militato nei Crying Steel va sicuramente citato Tony Mills, ex singer dei TNT, venuto a mancare nel 2019, ma che nel 2018 ha cantato in veste di guest nell’album “Stay Steel”, conferendogli una marcata impronta hard rock, sicuramente più catchy a livello di melodie, talvolta a discapito di quell’aggressività che proprio le linee vocali del buon Tony tendevano a levigare. La prima cosa di cui ci si rende conto appena parte “The Arrival”, brano che apre il nuovo “Agent Steel”, è proprio il ritorno allo stile graffiante degli esordi, grazie alla voce decisamente più metal oriented del nuovo singer Tiziano Sbaragli, voce di Angel Martyr ed Etrusgrave, dotato di una timbrica a metà strada tra Biff Byford e Udo, ma con un’estensione vocale che lo rende in grado di sfoggiare acuti di priestiana memoria. “You Got The Look” potrebbe benissimo essere una bonus track perduta del capolavoro d’esordio “On The Prowl”, con chitarre affilate, voce altissima e melodie ammiccanti, per non parlare della sezione solista di primissimo ordine. “Just Played On”, lo si evince già dal titolo, omaggia palesemente i Saxon e anche la prova vocale di Tiziano ricalca molto l’inconfondibile timbrica, allo stesso tempo sporca e melodica, dell’intramontabile Biff. Per quanto riguarda “To Remember”, beh, anche in questo caso il titolo dice tutto, nel senso che ci troviamo davanti a un brano da tramandare ai posteri, dove tutto, dal ritornello al riff portante, dagli assoli ai fill di batteria, si colloca al posto giusto. Decisamente accattivante la frizzante “Coming Home”, caratterizzata da un superbo lavoro di chitarre da parte della premiata ditta Franco Nipoti/Paolo Nocchi, mentre “My Heart Steel Rocks” è solida, con batteria in quattro quarti e un basso potente e presente. “Queen Of Grinder” è quello che definisco un ‘pezzo ignorante’, nel senso buono della parola, di quelli con il riff stoppato, pesante, in grado di slogare le vertebre in un furioso headbanging. “You Steal My Soul” è la song tecnicamente più intricata dell’album, tra chitarre roboanti e brevi momenti in cui ogni strumento si ritaglia il proprio spazio. Si chiude in bellezza con la nuova versione di “No One’s Crying”, opener di “On The Prowl”, qui cantata da nientepopodimeno che Ralph Scheepers. Come detto prima, l’entusiasmo mai sopito, unito all’esperienza dei veterani e alla coesione che pare essere stata finalmente raggiunta, rendono “Agent Steel” un’autentica chicca di metallo intransigente, tradizionale ma non per questo prevedibile né datata.

(Matteo Piotto) Voto: 8,5/10