(Xtreem Music) Rogga Johansson ha convocato in studio Johan Berglund e Thomas Ohlsson, con Rogga alla chitarra, Berglund al basso e Ohlsson alla batteria, per il sesto album dell’epopea Megascavenger. Un progetto del prolifico chitarrista svedese parcheggiato sei anni fa. Johan Berglund si è occupato anche del mixaggio e della masterizzazione, con un esito eccellente. Impressionante la stazza artistica dei dieci cantanti, per altrettanti pezzi dei dieci che compongono “Toxic Noxious Undeath”. Provengono da Massacre, Crematory, Vomitory, Mercyless, Benediction, Thorium, Maceration, Fondlecorpse, Avulsed e Void Moon. Kam Lee, Felix Stass, Dave Ingram e tutti gli altri hanno potenziato, quasi tutti usando un registro standard, l’energico e ruggente death metal nel puro stile svedese delineato anni fa da Entombed, Grave e tutti gli altri. Personaggi come Johansson, in particolare con i Paganizer, sono stati dei continuatori di quella scuola. “Toxic Noxious Undeath” si consolida su una sei corde aggressiva e rocciosa, con il basso ben identificabile nelle linee musicali, sostenute da una batteria agile e dalla tecnica ben impostata. Molti i momenti melodici: nonostante siano un punto forte di Rogga, il sound ha quella giusta dose di ruvidità nell’impatto che allontana ogni pretesa melodeath. Lodevoli le ripartenze, quelle uscite da momenti in mid tempo con armonizzazioni che tinteggiano atmosfere aperte, ariose. Un assalto costante quello dei Megascavenger: il trio non cala mai il ritmo, si tiene a tiro senza incertezze o modifiche significative nelle strutture. “Toxic Noxious Undeath” dura meno di trentaquattro minuti e sprigiona brillantezza grazie a tre musicisti ben armati.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10