(Black Lion Records) Americani — il moniker si pronuncia ‘eye at’ — arrivano al quarto album dopo quattro anni di silenzio, singoli a parte. Il genere si assesta su un intelligente miscuglio di black, death e progressive metal, spingendo sull’imprevedibilità e facendo spesso ricorso a strumenti non proprio convenzionali per il genere, come il piano, il violino o il flauto. Con “Etheric Realms of the Night”, gli IATT non si limitano ad ampliare il proprio linguaggio: scelgono di attraversare una soglia, spingendosi in una dimensione completamente diversa. Il disco si presenta come un viaggio concettuale nel territorio sfuggente del sogno, dove coscienza, visioni e caos interiore si fondono in un’unica narrazione sonora. Ogni brano sembra rappresentare una fase diversa dell’esperienza onirica, diventando una narrazione a sé stante: l’abbandono al sonno, la perdita dei confini razionali, l’ingresso in un nuovo piano dell’esistenza. Musicalmente, la band costruisce un percorso ricco di contrasti, alternando melodie fluide e quasi sospese a passaggi dissonanti, aperture solenni e momenti più frenetici e disturbanti. Il risultato è un album denso, stratificato, capace di trasformare l’ascolto in un’esperienza immersiva. Particolarmente interessante è anche l’idea di accompagnare il disco con un progetto filmico composto da videoclip interconnessi, pensati per sviluppare un arco narrativo coerente con i temi dei brani. Una scelta ambiziosa, che rafforza la natura visiva e cinematica dell’opera. “Etheric Realms of the Night” va oltre il semplice album metal: è una dichiarazione artistica coraggiosa, un lavoro che conferma la volontà degli IATT di spingersi oltre i confini del genere, costruendo un universo personale, visionario e profondamente evocativo, riuscendo comunque a offrire sette brani che esaltano il black metal, il death metal e le geniali evoluzioni progressive di questi due generi.
(Luca Zakk) Voto: 8,5/10




