(autoproduzione) Debuttano gli Ivoire, band post-metal italiana dall’intensa potenza emozionale. Il disco mescola post-metal, sludge, black metal, ambient e spoken word, costruendo un sound cupo, denso e viscerale, sempre molto coinvolgente, capace di alternare momenti di estasi spirituale a headbanging dannatamente carnale, arrivando poi fino a parentesi riflessive dalla marcata energia introspettiva. È un concept “Uragano”, che ruota attorno a decadenza, distruzione e catarsi, trasformando tensioni interiori e fragilità emotive in una narrazione sonora intensa. Il singolo -e traccia di chiusura- “Sotto La Cenere” anticipa bene l’identità dell’album: alternanza tra impatto violento, malinconia, sospensioni atmosferiche e introspezione. Brani quali la lunga “Le Catene dell’Estro” materializzano nuova energia… un senso di decadenza pregna di gloria, mentre testi laceranti vengono urlati nel microfono, tra riff incalzanti e linee di basso pulsanti. Impenetrabile “Vetta”, possente “Tempeste”, teatrale “Chimera”. Un’opera viscerale, infinitamente tetra e connessa con le più deviate emozioni umane, convertite in suono con magistrale maestria e seducente fantasia creativa. Un equilibrio tra tensione e potenza. Post-metal mescolato a sonorità più tetre, più dark, più depressive. Un sound oppressivo. Spesso. Tetro. Tuttavia contemplativo, riflessivo, introspettivo. Ed è esattamente dentro i meandri di questo fragile equilibrio, tra potenza e fragilità, tra rabbia e ricerca interiore, che questo disco rivela la sua vera identità. Un album di una bellezza destabilizzante, concepito con passione, in uno stato di esaltazione sedata da sentimenti crudeli, malati, autodistruttivi.

(Luca Zakk) Voto: 9/10