(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Tornano gli eclettici francesi Deliverance con il loro quarto disco, il secondo in casa Les Acteurs de L’Ombre. Ogni volta il loro stile viene definito in modo diverso: ora sembra essere ‘Music from Outer Space (Psychedelic Black Doom Sludge)’, mentre in precedenza era ‘solo’ un ‘Black metal, sludge, postrock, psychedelic rock’. L’unica cosa vera è che questo quartetto, con un eccentrico vocalist, riesce a creare brani efficienti, efficaci, impattanti, apparentemente diretti e facili, ma sempre ricchi, ricercati e complessi. Il groove c’è sempre. I ritmi quasi tribali e coinvolgenti fanno spesso capolino, come confermano l’avvincente opener “Hellisual” e l’impattante “Chasing The Dragon”. Si passa a uno space rock mescolato a metal estremo con l’incredibile “Headspace Collapse”, confermando che questa band non solo è decisamente eclettica, ma è sostanzialmente sempre imprevedibile. Crudele e un po’ tribale “Turn On, Tune In, Drop Out”… questo fino alla svolta digitale e sci-fi, introdotta con nonchalance e puro genio. Il genere parlava di spazio e cosmo? L’intermezzo “As Above, So Below” risiede proprio al di fuori dell’atmosfera terrestre, mentre “Ground Zero” torna sulla Terra, nella polvere, ma anche in una dimensione infernale dai connotati psichici. In chiusura la potente, catchy e ossessiva “The Banquet Part 1”, seguita dalla parte 2, la quale decolla nuovamente verso galassie lontane. Per non tornare più. Per non farvi tornare più. Perché “The Voyager Golden Banquet” non è un disco di metal terrestre, no; ci sono radici provenienti dal pianeta d’origine – il nostro – ma è presente un’evoluzione dell’io tale da dematerializzare ogni definizione tecnica, ogni senso di appartenenza, se non quello nei confronti dell’infinità del cosmo, la sconfinata dimensione dell’arte pura.

(Luca Zakk) Voto: 9/10