(Rockshot Records) Secondo full length per i lombardi Heavenfall, artefici di un’evoluzione artistica che potrebbe in qualche modo essere paragonata a quella intrapresa da Jim Sheppard e Warrel Dane nella fase di transizione tra Sanctuary e Nevermore. Se infatti, nel lontano 2012, la formazione proveniente da Abbiategrasso proponeva un heavy metal di gran classe ma tradizionale con il bellissimo debutto “Falling From Heaven”, già con l’EP “The Besiders” del 2017 si assisteva a un sound più corposo e oscuro, che strizzava l’occhio al thrash moderno, fino ad arrivare ai giorni nostri con “Thorn”, un perfetto mix di potenza, aggressività, melodia e malinconia, affine appunto al power thrash/groove di Nevermore e Iced Earth ma, allo stesso tempo, dannatamente personale. L’alchimia tra lo storico chitarrista Pave e il nuovo axe man Simo è infatti perfetta, mettendo in mostra una fantasia innata nel riffing, estremamente vario e mai banale, per non parlare della fase solista, dall’innato gusto melodico e tecnicamente ineccepibile, così come della sezione ritmica, formata da Ale al basso e dalla new entry Marco alla batteria. Ma la parte del leone spetta nuovamente a Dest, un cantante dalla voce praticamente illimitata, capace di esprimersi tanto su registri altissimi quanto in partiture più rauche, sofferte e rabbiose. “Squall-led” ci conduce subito al nuovo corso intrapreso dal combo lombardo, tra riff secchi, potenti e monolitici, ma non privi di melodia, grazie proprio alle linee vocali di Dest, che si stagliano sopra tanta aggressività. Un arpeggio oscuro apre “No Candlelight”, più riflessiva e oscura, e qui i richiami ai Nevermore sono piuttosto evidenti, mentre “Left Apart” è anch’essa melodica, con un retrogusto hard rock. Di tutt’altra pasta “This Illusion”, thrashy nelle ritmiche ma catchy nelle linee vocali. Non mancano i richiami agli esordi più classicamente metal della band, con la trascinante “Lingering Under The Acid Rain” e “Ora Pro Nemine”, che si muove tra NWOBHM e thrash, mentre la conclusiva “Stramonium” è progressiva e ricca di cambi di tempo e atmosfera lungo i suoi otto minuti di durata, che scorrono via molto piacevolmente. Un album potente, decisamente più aggressivo rispetto al passato, ma che nasconde un lato melodico, oscuro e intimista, violentemente malinconico.

(Matteo Piotto) Voto: 8,5/10