
(InsideOut Music) Certo, il buon Einar non ha molti impegni. Davvero? I Leprous sono in un momento glorioso, lui non dimentica le origini e continua a collaborare con Emperor e Ihsahn… eppure trova il tempo pure per i suoi dischi come solista, giungendo al secondo capitolo di un progetto che praticamente è una variante dei ‘Leprous’… senza i Leprous, visto che la sua iconica voce è dominante, il pinnacolo di questa fortezza di rock progressivo, cinematico, suggestivo, coinvolgente. Un manipolo di musicisti al suo fianco, compreso il violinista Chris Baum (Leprous, Ihsahn), il chitarrista Pierre Danel (ex Myrath) e anche la Norwegian Radio Orchestra. Le intenzioni di Einar sono chiare, tanto che egli stesso ha affermato di voler essere considerato la figura più cinematografica del prog, di voler farsi riconoscere in questo ruolo, tanto che “Vox Occulta” è intenzionalmente spinto proprio sulla dimensione cinematografica, in linea con l’obiettivo dell’artista. Eppure, nonostante questo incedere teatrale, questi brani che sono atti di un’unica opera, ecco che emergono ‘singoli’, ovvero brani capaci di stare in piedi da soli, brani nei quali la musicalità è vasta, con la voce di Einar che raggiunge picchi altissimi e profondità letali, abbracciando anche il growl, confermando che le origini sono tutt’altro che dimenticate. Immensa la title track, catchy e travolgente “Stella Mortua”, stupenda l’accoppiata tra chitarre elettriche e orchestrazioni su “Liberatio”, pezzo con un refrain irresistibile. Intima, profondamente introspettiva “Serenitas”, grandiosa l’interpretazione su “Vita Fragilis”. Un’opera nell’opera la consistente “Grex”, prima della conclusiva e malinconica “Anima Lucis”. Rock moderno, rock classico. Arrangiamenti attuali con orchestrazioni d’annata. Tra l’opera e il film, tra il rock e la pura rock opera, con l’iconica voce di uno degli artisti più prolifici ed eclettici che la Norvegia ci abbia mai regalato.
(Luca Zakk) Voto: 9/10




