(Redefining Darkness Records) Dopo l’album “Red Asphalt” pubblicato quest’anno, gli Exhumed hanno realizzato anche del materiale per questo split con i folli Nunslaughter, i Traffic Death e i Molder. Con l’eccezione dei Traffic Death, presenti con quattro pezzi, i contributi delle altre tre band si assestano su soli due brani ciascuna. Ventisei minuti di marciume e rabbia: “4 Way Split” è un mostro a quattro teste dall’effetto ben riuscito. Gli Exhumed partecipano con “Roadside Attraction” e “Crash and Burn” e sono al loro massimo. Gli statunitensi scarnificano tutto con questo grindcore carnale e pastoso, che ricorda certe cose dei primi Carcass, ma ovviamente gli Exhumed viaggiano su ben altre velocità. Sublimi! Soprattutto perché almeno il primo dei due brani sembra assemblato con più situazioni e follie insieme. I Molder si aggregano con “Face the Tearer” e “Covered in Spores” e il loro punk-death metal è tenebroso e malato sin dalle prime battute. Una band senza troppi complimenti e dai modi tenaci. Tuttavia, i due brani non esprimono forse il massimo che la band potrebbe fare. Ovviamente i Nunslaughter sono tra i più suggestivi, e come potrebbe essere altrimenti? Nati alla fine degli anni ’80, vantano una discografia sterminata e un modo di suonare perennemente sfrontato e selvaggio. “Rising Shadows” e “Murdergod” sono i due pezzi proposti dai Nunslaughter, entrambi fulminanti e coinvolgenti. “Murdergod”, poi, è un terremoto. I Traffic Death occupano il proprio spazio con quattro composizioni, ma gli statunitensi lo fanno in una manciata di minuti. Il loro grindcore si mischia al crossover e i risultati sono spontanei, immediati, senza frontiere. Uno split con una sua logica stilistica, attraverso band sì estreme, ma foriere di stili e idee che rendono questo lavoro dinamico e godibile.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10




