
(Aural Music) Gli italiani Night Gaunt hanno ormai una lunga storia, essendo giunti al terzo disco, senza contare quel paio di anni precedenti alla loro storia, quando si chiamavano Hypnos. A ben otto anni dal precedente lavoro, “Rupture” rompe il silenzio con impeto, energia e anche molta fantasia. Sulla carta il genere è doom, certo, ma è molto difficile classificare con chiarezza il loro sound, il quale non solo si colloca tra Candlemass e Lord Vicar, ma offre qualcosa di più personale, ricercato, atmosferico ed introspettivo, come evidenzia una bellissima traccia quale “Blooming”, sicuramente ben fuori dagli schemi. Pezzi come le opener “Of Clouds and Gleam” e “Strangers” sono abbastanza fedeli al genere, ma già “Struck by the Fever“ mette in evidenza l’oscurità in modo diverso, quasi blues/rock nel profondo. Pesante e con radici thrash “Ordeal”, incredibilmente tetra, lenta e con una tendenza folky “The Revenant”, doom con tracce post metal sulla seducente e contorta “The Deer and the Hunter”. Struggente “September Song”, una canzone che, se vogliamo, rende omaggio ai Lake of Tears. Malinconica “The Antagonist”, nuovamente heavy di stampo classico la conclusiva “The End”. Un disco affascinante, ben costruito, forse un po’ troppo variegato. Ci sono spunti per almeno tre diverse tendenze, tre diversi album; la cosa di per sé non è sbagliata, ma così tanta carne al fuoco rischia di spiazzare, di far classificare erroneamente questo ottimo lavoro, portando fuori strada il potenziale fan. Servono infatti diversi accurati ascolti per apprezzarne tutto il valore artistico, comprensibile solo ad ascoltatori attenti, esigenti e alla ricerca di qualcosa di marcatamente fuori dagli schemi.
(Luca Zakk) Voto: 7,5/10




