(Twilight) La suddetta band nasce in Austria verso la metà degli anni ’90. Solo nel 2006 riesce a pubblicare il primo album, dopo essere passata per release minori, tra le quali anche un video in VHS. “Bourbon Triggered Death Machine” è un album imperniato su un riffing ampiamente in debito con il thrash metal classico, ma affiancato in più occasioni, e senza eccessi, da tastiere sotto forma di organo e pianoforte elettrico. Le tastiere non si limitano a fare da sottofondo, ma costituiscono proprio un aggiunta melodica ai brani in cui capitano, restituendo un tocco di originalità. Si apprezza il risultato di canzoni come “Atomicalypse”, molto in sintonia con i Megadeth del periodo “Rust in Peace”, il mid-tempo che sviluppa “Frenzy Inside” che sa tanto di Metallica, oppure “Bourbon Time” e “Motör Constrictor”. Tuttavia è l’insieme della tracklist che rende al meglio e offre un album con pochissime cadute. La stessa riproposizione di riff abbondantemente noti diventa un “simpatico” omaggio, grazie anche agl’interventi tastieristici. La produzione è stata affidata a Matt Bayles (Mastodon, Pearl Jam, Isis, Burned by the Sun), il quale ha saputo bilanciare al meglio i suoni, con il missaggio avvenuto al Red Room Studio di Seattle. Solo un paio di appunti sono necessari: il cantato di Dirty Harry è troppo gutturale per un album thrash metal e Hombre, il tastierista, ha fatto un lavoro pulito, ma dovrebbe emergere maggiormente dal tessuto del songwriting. Resta inteso che i Freund Hein sono autori di qualcosa d’insolito e accattivante, sperando che il prossimo lavoro non si faccia poi attendere più del dovuto.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10