(Time To Kill Records) Sono partiti a razzo Edoardo Nicoloso e Roberto Sava, come un’arma di distruzione di massa lanciata contro inermi. Dopo avere avviato i Gorge, in un anno siglano un paio di demo e ora anche un debut album, con le mostrine del brutal death metal e qualche scivolata nello slam, con riferimenti sparsi ai grandi e la sfacciata voglia di sfasciare tutto e a modo proprio. Un sound incline agli anni ’90, i Gorge però sembrano più puliti rispetto ai classici e al contempo poco putrescenti. Sono carichi di un groove altalenante, cioè adattato alle situazioni, come lo sono gli stessi blast-beat e quelle parti assassine stile primi Dying Fetus e Gorguts. In giro qualche partenza in stile hardcore-crust rende tutto più convincente e agile. I due chitarristi, e anche voci, limano bene le loro sei corde che prendono la scena in “Deeds of Horror”. I riff sono sempre ben identificabili, non da meno il lavoro dei soli quando vengono inseriti nelle trame dei pezzi. Pattern artefatti si collocano bene nel tessuto brutale dei Gorge e non traspare quel senso di ‘finzione’ ai ritmi, nell’alzare o abbassare i giri del motore. I Gorge esordiscono in maniera convincente: mai acerbi o scontati, lavorando bene alla struttura dei pezzi e suonando con sanguinaria attitudine.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10




