(Mighty Music) I portoghesi Heavenwood rappresentano una valida alternativa alla legittima notorietà dei Moonspell quando si parla di metal lusitano d’esportazione. Ricardo Dias, chitarrista, autore e unico elemento attivo dagli esordi a oggi, guida questo progetto in un lavoro piacevolmente sorprendente. “The Tarot Of The Bohemians – Part II” è intriso di un gothic metal variopinto, in quanto conduce l’ascoltatore attraverso momenti che sconfinano anche nel dark metal, nel doom e nel melodic blackened metal. L’oscillazione stilistica lungo il corso dei brani è ben espressa e ogni canzone segue una propria naturale evoluzione all’interno di un quadro sonoro ben definito. Le melodie occupano ampio spazio nelle composizioni, che solo in pochi casi presentano strutture complesse; inoltre, i riff risultano piuttosto semplici e reiterati nella loro dinamica. Pur senza distinguersi particolarmente per la complessità delle strutture o l’originalità dei riff, l’album trova però la sua forza nelle melodie e nel comparto vocale, con le chitarre e l’unisono degli strumenti capaci di creare e trasformare trame sonore che fioriscono progressivamente, mostrandosi spesso solari, vivaci e intense. Ricardo canta prevalentemente in growl, ma diversi collaboratori, sia maschili sia femminili, apportano contributi alternativi che valorizzano il comparto vocale; in particolare, quando entra in scena una voce femminile, il risultato diventa particolarmente efficace e coinvolgente. Ricardo Dias ha suonato tutti gli strumenti, fatta eccezione per la batteria, affidata al session man Eduardo Sinatra. Dieci anni dopo la prima parte di questo progetto, uscita all’epoca per la Massacre Records, Ricardo Dias prosegue questo concept basato sugli scritti ermetici di Gérard Encausse, detto Papus, riuscendo a infondervi qualcosa di speciale e autenticamente ispirato.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10