(Rockshots Records) Secondo album per Hellmetall, formazione proveniente dalla Val Resia, in provincia di Udine, ma al confine con Austria e Slovenia, e questo è un particolare fondamentale per quanto concerne l’unicità di questa band; i testi sono infatti in resiano, idioma di varietà slava parlato in tale località, così come le parti melodiche, inserite in un contesto di thrash/death piuttosto feroce, attingono dal folklore locale. Devo dire che tale lingua si adatta alla perfezione alla musica proposta, conferendo un’insospettabile aggressività ulteriore, oltre a un non so che di fiero e identitario. I testi attingono prevalentemente dai racconti degli anziani del paese, ma, più in generale, l’argomento principale riguarda le due guerre mondiali, tematica che a me appassiona al limite del fanatismo, essendo cresciuto anch’io in posti ricchi di storia, come le pendici del Monte Grappa, mentre ora vivo poco lontano dalle rive del Piave. Peccato che, essendo in resiano, non riesca a capire i testi, ma spero un giorno di vedere la band dal vivo e disquisire di guerra davanti a una birra con il mastermind Daniele Micelli. Tornando all’album, l’apertura spetta alla title track “Mgła”, che, tradotto, significa ‘nebbia’, con riferimento al gas utilizzato dagli austro-ungarici e tedesche contro gli italiani durante la battaglia di Plezzo (Bovec), in Slovenia. Musicalmente è un assalto thrash di matrice teutonica, con Sodom e primissimi Kreator come influenze principali. “Gemona Btg. Doesn’t Exist Anymore” parla del Battaglione alpini Gemona, impegnato nella campagna greco-albanese e quasi annientato nell’affondamento del piroscafo Galilea, silurato da un sommergibile britannico durante il viaggio di ritorno verso l’Italia. Qui le melodie sono malinconiche, affini a certo melodeath scandinavo, inframmezzate da accelerazioni improvvise e brutali. Devastante e senza compromessi la dirompente “Go To Die”, denuncia esplicita verso quei potenti che, per puro sfizio, hanno mandato a morire un’intera generazione di giovani in una guerra sanguinosa quanto assurda. Un album dove furia esecutiva, coscienza e conoscenza storica e senso di appartenenza si fondono, dando vita a qualcosa di unico e personale, nonostante le sonorità affondino le radici nella tradizione thrash e death metal.

(Matteo Piotto) Voto: 9/10