(Century Media) Rispetto al lavoro precedente (recensione qui), molte cose sono cambiate in casa Hexvessel. Prima di tutto la componente folk si è rafforzata, anche se prendendo una piega tutta propria. Ecco quindi che cori tranquilli da storie attorno al fuoco prendono vita accompagnate da chitarre classiche che ricordano nel retrogusto alcuni album degli ultimi Opeth e parallelamente alcune sonorità romantiche e malinconiche dei Dark Lunacy più leggeri. La psichedelia dei lavori precedenti è completamente svanita, lasciando spazio a strutture più armoniche e meno acide, più consone al black di matrice folk appunto. Atmosfere silvane si fondono con suoni vagamente orientaleggianti per una musica rilassante e piena di speranza e serenità. C’è poco di metal qui a conti fatti, ma ciò non impedisce di godere di un album ben progettato, che gioca equamente su atmosfere e passione. Una scappatoia molto piacevole dai suoni assordanti cui di solito il metal ci abitua…

(Enrico Burzum Pauletto) Voto: 7/10