(Personal Records) Interessante full-length di debutto per gli slovacchi Goholor, davvero abili nel trovare il giusto compromesso tra brutale efferatezza esecutiva e musicalità, riuscendo a sciorinare riff travolgenti, taglienti e devastanti, eppure dannatamente catchy, cosa riuscita ai Morbid Angel nei primi due album, quando militava ancora il mai troppo sottovalutato Richard Brunelle, oppure a formazioni come Necrophobic e Sacramentum, nonché, per restare oltre l’ex Cortina di Ferro, ai polacchi Vader e Behemoth. Lo stile proposto è un death/black a cavallo tra Belphegor e i citati Behemoth, con una buona alternanza tra sfuriate in tremolo picking e blast beat e momenti più quadrati e ragionati, mentre le parti vocali si dividono tra il growl potente del singer Anton e le harsh vocals acide e vicine allo screaming del chitarrista Demo. Quello che colpisce maggiormente nel songwriting della band è la memorabilità dei riff, capaci di rimanere impressi nella mente dell’ascoltatore senza essere minimamente ruffiani, mantenendo anzi una cattiveria non indifferente; ne è un esempio la track conclusiva “Nihilistic Torment”, una tempesta di riff sparati a velocità pazzesca, eppure con una sorta di linea melodica capace di rendere il tutto stranamente orecchiabile. Non mancano comunque momenti prettamente melodici, come nella lunga e articolata “Last Groan Devoured By Death”, aperta da un delicato arpeggio di chitarra acustica, per poi progredire in un mid tempo epico e oscuro, con arpeggi distorti e dissonanti e una bella alternanza tra le due voci, mentre le ritmiche accelerano gradualmente in un trascinante crescendo. Album caldamente consigliato agli amanti di act come Necrophobic, Behemoth e God Dethroned.

(Matteo Piotto) Voto: 8,5/10