(Godz Ov War Productions) Hanno registrato a Siena con Alessandro Guasconi al Virus Studio i Necromorbid e Arthur Rizk, multistrumentista, produttore e tecnico del suono che ha lavorato per esempio con i fratelli Cavalera, ha masterizzato poi il tutto. Il terzo album dei fiorentini arriva sul mercato attraverso l’etichetta polacca, sempre agguerrita e fedele all’underground, Godz Ov War Productions, dopo due pubblicazioni con Caligari Records e uno split altrove. La death-black metal band italiana si ripropone con un saggio personale, su cosa possa essere l’estremismo musicale e non in seno alla violenza, bensì in riferimento a un suonare che risulti cupo, oscuro, maledetto e malvagio. “Ceremonial Demonslaught” è una escursione nell’inferno da parte dei Necromorbid, i quali suonano come se fossero laggiù a torturare Satana e Belzebù. Questo terzo album vede tutto ridotto ai minimi termini in fatto di attitudine: nessun abbellimento, alcuna laccatura o atteggiamento pulito e levigato. I Necromorbid sono feroci e assatanati, dannatamente estremi senza alcuna ritrosia. Inabissarsi in “Ceremonial Demonslaught” vuol dire toccare davvero alcuni punti dell’inferno, attraverso quei riff di chitarra continui e serrati e una batteria dannatamente cinica e precisa. Il cantare spazia da un semplice urlare a un quasi scream e fino al growl. I Necromorbid sono un sunto di mostruosità e pur essendo affatto rivoluzionari, sono maledettamente centrati nel loro essere essenziali e diretti.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10




