(Apollon Records Prog) Quarto disco per la progressive band norvegese 35 Tapes! Più potenti, più caldi, sicuramente moderni nella loro classicità stilistica, che connette la modernità a un sound sostanzialmente analogico, più caldo, più intimo. I brani accompagnano nel limbo del sogno: davvero, fanno sognare, esaltano, toccano, creano uno stato di estasi tanto quanto una condizione di ansia. Brani avvolgenti, brani ricchi, brani tanto catchy quanto profondamente avvolgenti, stimolanti, in grado di far riflettere sulla vita, sugli errori commessi, sul senso di perseveranza, andando avanti, crescendo, maturando senza limiti. L’opener “Hallway” conferma subito questo delizioso libertinaggio sonoro, un concetto spinto oltre dalla bellissima “Waters” e confermato dall’intimità proggy di “Brisé Volé”. Tecnica e imprevedibile “Borrowed Time”. Molto suggestiva “Clueless”, prima della vastità creativa che risiede dentro la conclusiva “Cities”. Un disco da ascoltare tutto d’un fiato. A occhi chiusi. Possibilmente al buio e accompagnati. Accompagnati da un drink ad alta gradazione alcolica!

(Luca Zakk) Voto: 8,5/10