(Masked Dead Records / Sulphur Music) Gli Imbolc, costituiti da membri di Darkend, Demiurgon e Unbirth, pubblicano il terzo album in studio, limando con dovere il proprio melodic black metal. “Sette Cornici di Purificazione” suona infatti smussato, pulito, incentrato su un riffing che genera trame melodiche incisive per poco di poco meno di un’ora. I brani, sette in totale, in alcuni casi presentano ampi minutaggi nella durata: per esempio l’opener “Chesmigration” supera gli undici minuti e si manifesta in maniera articolata. Probabilmente vi è qualche passaggio di troppo, conseguenza di una ricerca semi-prog che allunga i tempi di esecuzione. Si scorge in alcuni passaggi melodici l’ombra dei Satyricon di un tempo o qualcosa dei Dissection, pur tuttavia la band italiana non è in debito con nessuno, semmai concepisce il proprio black metal in stile della seconda metà degli anni ’90. Le chitarre degli Imbolc vengono suonate con plettrate in tremolo e creano anche delle armonizzazioni oltre a fraseggi solisti, puntando sempre sulla melodia. I pattern ritmici alzano e abbassano i giri e sono dunque un vero motore. Nel contesto si assiste anche a passaggi di natura atmospheric, in linea con questo suonare dallo stile melodico.
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10




