(Massacre Records) Terzo full length per i canadesi Warsenal, band che ho avuto modo di recensire in occasione del debutto “Barn Burner”, un lavoro uscito nel 2015, in pieno revival thrash metal. Ne avevo apprezzato l’energia e l’efferatezza, ben bilanciate da un buon tasso tecnico, per composizioni che solo all’apparenza sembravano grezze e ignoranti. Nel frattempo la line-up è stata rivoluzionata per due terzi, con il cantante e chitarrista Mat unico membro originale, mentre al basso troviamo ora Francis Labine e dietro il drum kit siede Zack Osiris, batterista dei November Grief e con un passato nei Necrosphere e nei Pallor Mortis. Ciò nonostante, il thrash metal proposto rimane invariato, con influenze che vanno dai primi Megadeth ai Destruction, passando per i Venom – “Flying Fortress” presenta linee vocali che ricordano quelle di “Countess Bathory” – e i connazionali Annihilator, influenza palese su “Phantom Hope”. Le composizioni sono ottime, registrate bene, con il basso ben presente, ma secondo me manca un po’ di personalità, cosa più che accettabile in un disco di debutto, ma che al terzo album dovrebbe affiorare; anche gli Slayer scimmiottavano Venom e Judas Priest, mentre i Metallica erano in fissa per Blitzkrieg, Satan e Diamond Head, ma poi hanno trovato una loro strada personale, con un sound riconoscibile, cosa che invece manca del tutto ai Warsenal. Dalla loro parte hanno una buona tecnica esecutiva e riff impetuosi di ottima fattura, ma dopo quindici anni e tre album all’attivo mi aspetterei il famoso salto di qualità.

(Matteo Piotto) Voto: 6,5/10