
(Werewolf Records) Un black metal così anni ’90, così farcito di tastiere, così cosmico fin dall’immagine stessa della band: favoloso! Contro ogni modernità, remando al contrario rispetto all’evoluzione delle mode, il duo finlandese giunge al quarto capitolo di una storia che ormai narra di demoni, oscurità, notte senza fine e vastità spaziale da circa un decennio. È anche il secondo lavoro realizzato come duo, a conferma che, a fianco dello storico V-KhaoZ Stormrage, è confemrato il vocalist Graf Werwolf Von Armageddon dei Satanic Warmaster. Le progressioni sinfoniche e il lavoro delle tastiere sono micidiali: così classici e legati agli albori del genere, ma anche così potenti ed esaltanti da apparire freschi… forse anche perché una purezza così sincera nel symphonic black sta ormai scomparendo. I Vargrav hanno riff pungenti, cambi di scena teatrali e tonnellate di tastiere che rendono ogni passaggio così epico, così leggendario… ma anche così meravigliosamente apocalittico. Si parte subito con l’atteggiamento d’assalto di “Ablaze Upon the Nocturnal Realms”, brano che ospita la voce di Miitri Aaltonen dei Kotiteollisuus, elemento che aggiunge quel tocco di clean vocals eteree, quasi provenienti da qualche angolo nascosto della galassia. Cristallina e trionfale “Moonfrost Storms”, imprevedibile “Dragons of Nightmare”, ottima e così legata alle radici del genere “The Gates of My Dimension”. Il cosmo domina nelle favolose “Bleeding Galaxies” e “Starlight Chalice”, mentre si rivela seducente e ricca di melodia la conclusiva “Unveil the Enslavement of Lunar Prophecies”. Brani impattanti, violenti ma brillanti, forgiati con una cura maniacale nel contrapporre riff graffianti a melodie avvincenti e sinfonie gloriose. Demoni che invadono un mondo onirico, che dimentica i sogni abbandonandosi agli incubi, incubi avvolti dal freddo, dal gelo, da quella mancanza aria e di atmosfera che regna nello spazio inesplorato, nello spazio dove un silenzio assordante assorbe e ammutolisce qualsivoglia gemito umano o urla di dolore.
(Luca Zakk) Voto: 8,5/10




