(Metal Blade Records) L’ascolto di “Denigration” è come salire su una giostra che spinge il malcapitato a evoluzioni e giravolte improvvise. L’album è una buona espressione dello slam death metal, evitando di affondare troppo nei cliché tipici del genere e inserendovi anche parti scorrevoli, con qualche passaggio intriso di groove e una venatura melodica che emerge in maniera misurata. La band di Manchester ha deciso di incidere nuovamente tutte le parti vocali dopo che il cantante Josh Davies è stato messo alla porta; questo spiega anche la presenza di ospiti come Damonteal Harris dei Peeling Flesh in “Merciless Reflection” e John Gallagher dei Dying Fetus in “Watch You Fold”, oltre agli ulteriori contributi di Skyler Conder dei Cell e Kyle Medina dei Bodysnatcher. Andrew Virrueta e Sean Hynes, chitarristi della band, si sono sobbarcati anche le parti al microfono insieme al bassista Thomas O’Malley. La band si è impegnata a fondo per prodursi in esecuzioni dal buon tasso di dinamismo, passando appunto tra slam, fasi più groove e, non da meno, parti caratterizzate da chitarre dissonanti. In fin dei conti, anche le trame vocali, con i continui raddoppi, determinano una resa efficace. Ottimo il muro sonoro della base ritmica, mentre le chitarre risultano in più casi assassine e taglienti. Gli Ingested hanno tracciato un proprio solco nel quale seminare i punti forti del loro stile, oggi messi in mostra brillantemente.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10




