
(Prophecy Productions) Il precedente album, “…by the Shadows…”, sorprese. Anzi, sconvolse. Si trattava del quarto lavoro, il primo della nuova epoca, della nuova era, il primo dopo 17 anni di silenzio. “…by the Shadows…” era super sperimentale, estremamente alternativo, ricco di suoni strani, jazz e sassofoni. Era provocazione, cosa che a Mr. Kristian Eivind Espedal piace particolarmente. Il nuovo “…by the Word…” parte dalle stesse basi, ma diventa più affilato, più ricercato, più contorto, infinitamente più oscuro. È più metal, se vogliamo, ma contemporaneamente più jazz, cosa che dimostra con chiarezza in un brano favoloso come “This Moment the Life of a Memory”. La performance vocale diventa più misteriosa e contorta, come suggerisce la title track. Un’aura post metal e dark rock aleggia minacciosa. Non mancano le dissonanze, ma emergono anche momenti che evocano sensazioni catchy, come evidenzia la suggestiva “Folding the Mind”. Una perla di oscurità che non solo vede Gaahl come mastermind, non solo coinvolge un manipolo di musicisti favolosi… ma le cui linee vocali sono state registrate al mitico Grieghallen, come agli albori. E, come a quel tempo, anche questa volta l’iconico Eirik Pytten Hundvin — figura fondamentale che ha aiutato a plasmare il sound black metal norvegese, lavorando con band quali Immortal, Mayhem, Burzum ed Emperor — ne ha curato la produzione.
(Luca Zakk) Voto: 10/10




