(Fireflash Records) Quarto album per gli svedesi Lancer, a distanza di ben sei anni dal precedente “Mastery” (recensione qui), il quale fu un lavoro fin troppo ispirato dal power tedesco, molto gradevole ma privo di personalità. “Tempest” segna una decisa svolta nel sound della band scandinava, grazie anche ad una rivoluzione in seno alla line up: al posto del batterista Sebastian Padernera troviamo troviamo ora Pontus Andrén, mentre, dopo l’abbandono di Isak Stenvall, il ruolo di cantante è ricoperto ora da Jack L. Stroem, chitarrista dei Vandor e dotato di un’espressività decisamente superiore al predecessore. Stilisticamente, la band si allontana abbastanza nettamente dal power teutonico, ancora presente in maniera palese solo nel brano “Out Of The Sun”, per abbracciare sonorità più cupe ed oscure con forti richiami neoclassici non lontane da quelle proposte da Narnia e Dream Evil. I brani risultano essere magari meno immediati, ma la crescita dal punto di vista del songwriting è sensibile, tra partiture che strizzano l’occhio al progressive e strutture comunque più raffinate rispetto al passato. Un lavoro che al primo impatto potrebbe spiazzare i fans di vecchia data, ma che dopo pochi ascolti si rivela essere un importante passo avanti nella carriera dei Lancer.

(Matteo Piotto) Voto: 8/10