(Sentient Ruin Laboratories) Poche pubblicazioni, tutte esplosive, ed è lo stesso per questo album di neppure venti minuti di durata dei Last Agony. Sono di Toronto e ci arrivano come un’onda d’urto: grind, crust e noise impastati, scagliati a forza insieme, con a seguire una brutale reazione tellurica. Nichilismo senza confini, espresso come se si stesse radendo al suolo una civiltà. Questo è il concetto riassuntivo dello scenario previsto nell’ascolto di “Death Wave”. Violenza e rabbia esplodono attraverso nove pezzi, i quali suonano come una sequenza di esplosioni. La band non lavora di fino, è pericolosamente grezza e immediata; il cantato ringhia, urla, si danna. La batteria viene pestata come non mai. La registrazione è stata semplice, senza voler estrarre suoni lucidandoli e senza soffocarne qualcuno. Tutto al naturale, con l’effetto per l’ascoltatore di dover alzare il volume per ben districare questo boato apocalittico che si ode nel corso di “Death Wave”.

(Alberto Vitale) Voto: 8,5/10