(autoproduzione) Un EP che potrebbe fare breccia nel cuore sia degli amanti del death metal più viscerale e concretamente genuino, quanto da chi esercita il culto dei Death. La band di Salerno esibisce cinque pezzi cattivi, tignosi, possenti, degnamente death metal e n più con un clima che ricorda quello dei primi Death. Ovviando a superflui e ingiustificati paragoni, i Lebbra guardano proprio a quel periodo della storica band di Chuck Schuldiner. Proprio il nome scelto dalla formazione salernitana lascia intendere questo omaggio di stile. Dall’iniziale intro e giù fino alla conclusiva “Slowly Decomposed” è un turbinio di death metal dei primordi. Ogni cosa suona in una mneira degnamente rispettosa del genere. Neppure dieci minuti per sognare ma soprattutto godere di una sequela di riff contaminanti, infestati dalla morte e propagatori di sciagure. Il brano “Leprosy Return” sembra essere una delle migliori esecuzioni della band di Salerno, mentre la seguente “Slowly Decomposed” si apre con un riff magistrale che lascia poi il passo a una cavalcata di irriverente death metal ancora contaminato dal thrash degli anni ’80. “Leprosy Returns” è il debutto assoluto per i Lebbra e si presenta come un grande inizio per i Lebbra. Ci si augura che anche la prossima registrazione offrirà questo clima di death metal blasonato.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10