(I, Voidhanger Records) Evocative e pesanti atmosfere sovrastano i pezzi di “Searing Blood”, il quarto album dei Lorn. La formazione black metal di Bolzano, in realtà un progetto di Radok che ha reclutato per l’occasione il batterista Gianni Pitzalis, prevede chitarre maestose e tappeti di tastiere che insieme formano una muraglia malinconica e, allo stesso tempo, con punte epiche. Radok, voce, chitarre, basso e tastiere, direziona i pezzi tra avvallamenti malinconici, quasi depressive black metal, e tipiche partiture novantiane che si impennano verso cime con blast beat e tastieroni, per poi ricadere come frane oniriche. In più scorrono tra i pezzi anche frammenti meno black metal del previsto, con un retaggio melodic e vagamente prog o, comunque, atmosfere costruite senza un’autentica attitudine black metal e dunque con chitarre pulite. L’album prevede un nucleo centrale formato da “Leuchtenburg” e “Gallows”, che rappresentano la parte più coraggiosa dei Lorn, con un minutaggio complessivo di oltre venti minuti. Mentre il resto ha un buon appiglio black metal di tipo classico, oltranzista e senza voler azzardare sperimentazioni di chissà quale tipo.
(Alberto Vitale) Voto: 7/10




