
(Avantgarde Music) Settimo sigillo per la one man band ucraina capitanata da Illia Rafalskyi. Sulla carta siamo in ambito black atmosferico, ma questi sei corposi brani (sempre attorno ai 10 minuti ciascuno!) vanno molto oltre l’atmosfera, sfociando nel depressive, nel suggestivo, nel decadente, nell’orchestrale. L’album nasce in Islanda, durante un soggiorno nella nazione scandinava. Illia osserva il mare, osserva il vento e le onde irrequiete, identificandone uno scopo, una personalità, un inizio, una fine. Il mare, l’oceano come metafora di vita, di nascita, di evoluzione, di ostacoli, di successi, di fine. Di morte. Ma “Waves” è reale, è fisico e veramente traduce in musica estrema i flutti e la forza delle onde che si schiantano sugli scogli. “Vyriy” ti porta lontano, “We Are Waves” è l’essenza dell’opera, mentre “As Forests Dream at Dawn“ genera un contrasto sublime tra l’oscurità degli abissi e l’impenetrabilità delle foreste del Nord Europa. Decisamente cosmica “Snowind”, teatrale e decisamente atmosferica la conclusiva “Glacial Dreams”. “Waves” descrive la natura, traducendo in musica molteplici aspetti della violenza di questa natura, certamente esistente fine a se stessa e non per dare spazio all’esistenza umana. Ennesimo piccolo capolavoro per Severoth, un progetto underground che si avvalora di un’estrema purezza concettuale, sonora ed emozionale.
(Luca Zakk) Voto: 8,5/10




