(Soulseller Records) Pare che dietro questo nome, Manipulator, aleggi una presenza incerta, ovvero quella di tale M. Manipulator arriva dalla Francia e sembra essere un progetto totalmente solista. “Voidbound” è un EP che segue due demo, dei quali “Unearthed” è incluso in questa pubblicazione, in modo da rimpolpare la quantità di musica offerta. Il death metal di Manipulator è devastante e ruvido, grezzo e apocalittico. La batteria è registrata sotto tono rispetto agli altri strumenti, le distorsioni sono confuse e formano una coltre caotica. La voce è stata registrata, probabilmente, in qualche recesso remoto della terra o in una cripta. Quindi “Voidbound” è quel genere di lavoro che catalizzerebbe su di se l’attenzione degli oltranzisti del genere. Di quelli che adorano l’espressività, l’istinto, l’attitudine più che la forma o le registrazioni potenti e levigate. “Voidbound” è costituito da quattro pezzi; l’impatto è sconcertante ma i brani tra loro sono simili e le divagazioni soliste della chitarra sono il vero elemento distintivo per questo EP. Tra i pezzi anche “Cromlech” dei Darkthrone. La vera sorpresa è il demo che segue la release. “Unearthed” concede suoni potenti, spessi, ma qualitativamente superiori a “Voidbound”; i livelli dei suoni sono migliori e le cose buone udite nei quattro pezzi dell’EP qui si riconfermano, cioè le escursioni soliste della sei corde, alcuni bridge e progressioni di sorta. “Pyre No Fire” è il massimo esempio di tutto questo. In “Unearthed” si odono anche echi primordiali di un black metal in stile Burzum (prime incisioni) e dei primi Darkthrone. “Voidbound”è un death metal crepuscolare e per quantità di pezzi inclusi è quasi un album, ma non ha la stessa unità stilistica.

(Alberto Vitale) Voto: 6/10