
(Fireflash Records) Metallers vecchio stile dalla Svezia, formatisi agli inizi degli anni ’90 ma attivi solo dal 2015, quando debuttarono con la metal opera “The Pendulum”, alla quale fece seguito “Black Feathers on their Graves” cinque anni dopo, nel 2020. Altro silenzio, rotto da qualche singolo, ed ecco ora il terzo lavoro, che presenta alcuni cambiamenti nella line-up, tanto da mettere in campo non uno ma ben tre vocalist: oltre al confermato Marcus Karlsson (ha cantato nel disco precedente), al suo fianco entrano in formazione Tony Niva (ex-Lion’s Share, Zanity) e Viktor Gustafsson (Lethal Steel), regalando una dinamica vastissima per l’interpretazione di questi pezzi corposi (la opener dura 12 minuti!), più vicini alla heavy-doom opera che a normali canzoni. Il genere dei Master Massive è heavy metal, è doom: si sente l’ispirazione dei Candlemass, ma la particolarità della formazione e del processo creativo rende “White Shadows” un disco super godibile e ricco di originalità. Imponente “Noah’s Cross”, coinvolgente “Islands And Bells”, decisamente heavy e groovy “Jonah And The Whale”. Doom di classe su “Blood On The Floor”, rocambolesca “Tantrum Rebellion”, ricca di sorprese la conclusiva “White Shadows”. Musica passionale, sincera, tra l’altro registrata senza click track, cosa che ne garantisce una naturalezza percepibile con chiarezza. Un disco emozionante, stimolante e davvero senza tempo, lontano dall’appartenenza a un’epoca ben precisa.
(Luca Zakk) Voto: 8/10




