(Jawbreaker Records) Esordio sulla lunga distanza per i canadesi Meurtrier, a distanza di due anni dall’EP di debutto “Le Visage Du Mal”. Proveniente dal Quebec, il quintetto propone uno speed metal in linea con la tradizione canadese di acts come Exciter e Razor, ma con le liriche in lingua francese, caratteristica che lo rende affine a formazioni come ADX e Sortilège. Pur essendo nati nel 2023, tutto il mondo dei Meurtrier ci riporta agli ’80, dalla copertina, ingenua eppure affascinante, al sound analogico, dove trigger e diavolerie varie sembrano non trovare spazio, regalandoci quel non so che di imperfetto, eppure suggestivo. Un’altra caratteristica che differenzia la band dalle altre realtà speed metal è la scelta delle linee vocali, decisamente meno urlate, in favore di un approccio maggiormente melodico, che si assesta tra parti epiche in stile primi Omen e altre in falsetto vicine a King Diamond, il tutto su ritmiche furiose, come nell’opener “Clandestin” o nella title track. “Bête de l’Ombre” è tambureggiante, battagliera, epica, mentre “Suis-Moi” si rivela uno dei pezzi migliori del lotto, grazie a melodie vocali davvero indovinate. Ottimi gli arrangiamenti di “Exil”, semi-ballad dotata di un crescendo drammatico e spettacolare. In una scena purista come quella speed metal è difficile apportare chissà quale innovazione, quindi la cosa più importante rimane comporre buone canzoni, cosa che ai Meurtrier riesce in maniera egregia.

(Matteo Piotto) Voto: 7,5/10