(NoEvDia) Sono degli animali senza controllo, senza sentimenti. Lo sono dal vivo, lo sono in studio. Cultori di un black meta senza compromessi, senza rispetto, senza regole imposte. Brani come la title track “Með hamri” (‘con il martello’, ndr) mettono subito in chiaro una devozione verso la totale negazione della pietà, mentre “Með harmi” (‘con rimpianto’, ndr) trascina, trasporta, incalza… con quei riff seducenti, quel mid tempo sotto steroidi. “Engin Miskunn” (‘Senza misericordia’, ndr) è una tormenta sonora che travolge ignorando ogni senso di pietà, una forza della natura priva di ogni senso di umanità… fino a quell’ambito dark-atmospheric che emerge, ribelle, sul finale. C’è un senso di evocazione rituale nella favolosa “Engin Vorkunn” (‘Senza pietà’, ndr), pezzo con linee di basso calde, una teatralità di massima irresistibile, ed un incedere provocante, seducente, suggestivo, fisicamente magnetico. Surreali i cori di “Blóðhefnd” (‘Vendetta di sangue’, ndr) prima della conclusiva “Aftaka” (‘Esecuzione’, ndr), un brano lungo (quasi dieci minuti!), complesso, misterioso, contorto, evocativo… progressivo. Malinconia e amarezza. Violenza e suggestione, suoni taglienti ma avvolgenti. Lo dichiarano loro stessi: autentici, genuini, diretti, senza compromessi e senza espedienti… un’assoluta celebrazione di violenza ed eccessi sonori, dentro un turbinio di arroganza, di mancanza di rispetto, di totale assenza di qualsivoglia sensibilità umana, nel nome del vero black metal, contro ogni falsità e frivolezza tipica della scena odierna. Violenti a livelli disumani, tuttavia poetici e suggestivi fino ai limiti dell’immaginazione. Questo è “Með hamri”, questo è il male, questa è la musica del maligno… e questo è il terzo album dei Misþyrming dal quale non c’è alcuna via di scampo!

(Luca Zakk) Voto: 9,5/10