(ViciSolum Productions) È impattante, è travolgente il nuovo lavoro dei greci Mother Of Millions, i quali si superano, superando anche qualsivoglia ipotesi di confine sonoro, iniettando nel loro progressive metal modernità attualissime ma anche divagazioni di stampo folk, il tutto combinato con incredibile intelligenza e un’efficacia sorprendente, come dimostrano brani quali la favolosa “The One”, grintosa, pesante, ma anche esaltata dal violino (di Dimitris Anastasiou e Nikos Milas). Suggestivi i giochi di voci che inglobano tinte dark, drammatiche, rock, growl, femminili (sono ospiti Antonia Mavronikola, Sofia Kamina e Emi Path); laceranti i riff che esaltano con impeto un generale senso drammatico. Possente e irresistibile “The Wound”, la traccia di apertura che svela la genialità della band, capace di abusare con rabbia delle chitarre, ma anche di creare strati atmosferici grazie a un uso molto creativo dell’elettronica. Eterea “The War”, quasi spirituale ”The Aftermath”, profonda ”The Innocent”, un brano che quasi strizza l’occhio allo stile di un’altra band che vanta tanta genialità: gli Soen. Pura poesia con ”The Ascent”, sognante ”The Circle”, molto variegata, micidiale e contorta la lunghissima ”The Sun”, prima dell’epilogo scandito dalla delicatezza di ”Death”. Dieci brani con tematiche che fanno emergere tutta la sofferenza causata dagli spettri alimentati dai disordini globali, tematiche rese poi epiche e cinematografiche da arrangiamenti scolpiti con una stupenda e poetica complessità. Un disco dannatamente oscuro. Un disco meravigliosamente luminoso. Un costante contrasto tra dolore e sollievo, tra conflitti e pace, tra disperazione e conforto. Tra disperato scoramento e invincibile speranza.

(Luca Zakk) Voto: 9/10