(Purity Through Fire) Che release strana e particolare. Solo 199 copie fisiche per un album completamente acustico. Dopo la lunga attesa per l’ultimo album “A Fall of an Epoch” (recensione qui), ecco che gli October Falls inaspettatamente tornano per pubblicare un nuovo lavoro nello stesso anno. Ma “Syys” non è solo un altro album, si tratta di un qualcosa di strano, di affascinante, imprevedibile anche se completamente compatibile con l’essenza della band finlandese. “Syys” non contiene parti cantate, non contiene blast beats, non ci sono riff selvaggi: “Syys” è puramente acustico, tanta chitarra la quale incanta, ipnotizza, rilassa… la sola chitarra con occasionali rumori.. suoni… provenienti dalla natura, oltre a bellissimi archi e altri dettagli che fanno emergere completamente l’anima neofolk della band. Mezzora di musica ricca di poesia, di malinconia, di una tristezza nostalgica capace di una bellezza sublime. “Syys” è da assaporare, da percepire. Con “Syys” bisogna lasciarsi trasportare, assorbendo ogni singola nota, ogni singola immagine, ogni verso di una poesia sonora immensa.

(Luca Zakk) Voto: 9/10

(Purity Through Fire) Creato come un progetto solista nelal forma di una one man band da Mikko Lehto, October Falls in venti anni ha prodotto tante cose. In esse anche collaborazioni con altri musicisti esterni. Questo quinto lavoro è stato concepito in maniera totalmente acustica. Spartano, semplice, riflessivo e al contempo votato a quel lato folk che ha caratterizzato negli anni la sfera musicale di October Falls nella quale trova posto anche il black metal. La natura finlandese è il soggetto, il motivo alla base di ogni idea ed ispirazione. Diventa dunque un album ‘elegiaco’ “Syys”, naturalista e di puro folk. Le chitarre arpeggiano, ma non solo quelle, e le melodie si producono come ruscelli nel bosco che cantano e magari luccicano con bagliori mutevoli, per via della luce del sole la quale attraversa a stento i fitti alberi per poi giungere a quelle acque. Qualche suono d’ambiente, vento, tuoni, versi di animali e suoni naturali che si stagliano sul fondo e accompagno le melodie, fungendo da tappeti d’accompagnamento che restano incantevolmente sullo sfondo. Otto movimenti che si susseguono con grazia e chiusi alla fine da un pianoforte che di colpo poi si zittisce di fronte al borbottare dei tuoni e al verso di una creatura notturna.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10