copplow(Target Distribution / Mighty Music) Importante passo avanti per i Danesi Plöw. Album di debutto, full length, prova pratica di devastazione sonora. Rispetto all’EP “Bicentennial Picnic” di oltre un anno fa, la band ha raffinato il suo suono, rendendolo più corposo, più sensuale, più tecnico… anche se sempre brutale, fondato su uno sludge/stoner spietato, scatenato, irresistibile. Le chitarre ritmiche sono feroci, estremamente heavy, mentre dei tocchi melodici rendono l’esperienza dinamica, pungente, intrigante. La voce rimane la stessa: folgorata, gridata, consumata… estremamente heavy, dannatamente stoner.  Le linee di basso sono dirette e sostengono un gioco musicale impressionante, come per esempio su “Bloody Temper”.  Epica e strana, ma certamente contemporaneamente vintage e moderna “Lord Von Gus”. Irresistibile e coinvolgente “Storm”. Sporca brutta e cattiva “Betula”, uno dei pezzi più heavy e maledettamente coinvolgenti del disco. Dulcis in fundo, la conclusiva “Pendula”: sembra che i Plöw godano nel concludere le loro pubblicazioni con pezzi epici, lunghi, complessi. Successe con l’EP che terminava con “Spring Tide”, un pezzo da oltre nove minuti, e succede di nuovo con l’album il quale offre una traccia finale sempre oltre i nove minuti dove la band si trova chiaramente a suo agio, probabile ispirazione stilistica di tempi lontani (anni ’70) che negano di dissolversi anche dopo quattro decenni. “Pendula” è sperimentale, una canzone quasi vissuta anziché suonata. Un pezzo che spolvera un ampio range di generi, compreso un doom occulto, opaco ed opprimente. Sinceri complimenti a questa band il cui moniker, ricordo, significa “arare”, un’azione violenta ed irruenta, che viene metaforicamente interpretata a livello sonoro in questo concept album che tratta l’inseguimento di concetti opposti, quali vita e morte, bene e male, amore ed odio. Sicuramente quarantadue minuti di full immersion, dove la coscienza vacilla, il corpo soffre, ed il piacere per un modo di suonare sincero raggiunge il suo massimo livello.

(Luca Zakk) Voto: 8/10