(autroproduzione) Gli Undrowned iniziarono diversi anni fa la loro attività musicale, dando poi vita all’EP “The Dark Path”. Un silenzio di ben dieci anni, cambi di formazione e infine ecco il primo full length, “Universe”. Un album che si muove tra momenti luminosi e altri cupi, malinconici. Le melodie dei tedeschi si insinuano tra strutture di tipo thrash-death e doom, in maniera scorrevole e con momenti intensi. La band passa attraverso fasi d’atmosfera, comunque riconducibili al melodic death e al doom metal, e altre dalla parvenza muscolare. L’apporto della voce femminile rende il tutto brillante e riuscito. La cantante Birgit aiuta a conferire alle atmosfere un tono vagamente Oceans Of Slumber, mentre però i berlinesi sono molto più direttamente metal e meno smaltati rispetto ai texani. I nove pezzi risultano tutti piacevoli, con forse qualche lungaggine di troppo in alcuni di essi, che abbassa il trasporto nel seguire queste evoluzioni sonore. In particolare “Crescent Moon”, “Neurosis” e “Netherworld” sono i brani dal minutaggio importante e nei quali la band ha quasi un atteggiamento prog. Però non nella maniera canonica del termine, semmai nei cambi di atmosfere e umore. In questo gli Undrowned sono comunque maestri nel cambiarle, passando tra vivacità e dimessa malinconia. Indice di un buon potenziale, in un album che mostra più aspetti sui quali lavorare. Per esempio, ridurre i pezzi che puntano sul cambio di atmosfere e aumentare il comunque già presente canonico formato canzone; oppure valorizzare magari le chitarre in arpeggio nelle strofe e le conseguenti entrate di fraseggi o assoli. Si assiste al lavoro di una band con potenziale e a proprio agio nel muoversi tra più generi con disinvoltura.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10