GD30OBH5.pdf(Pesanta Urfolk) Anche se il beneamato direttore si lamenta (e ne ha ben ragione!), quando arriva in redazione un disco folk, anche di folk puro come questo dei Sangre de Muerdago, che non ha assolutamente NIENTE di metal, chiedo sempre di poterlo recensire. Fra i miei interessi ci sono anche Mittelalter Rock, musica medievale, lamenti celtici e similari, e quindi chiedendo la recensione spero sempre in una gradevole ‘pausa’ dal metallo duro e puro, in un album che sia la mia rilassante colonna sonora durante le lunghe ore di lavoro. Il secondo disco dei galiziani, che la Pesanta Urfolk ripresenta in un delizioso doppio vinile (il cd è del dicembre 2012), si presta alla perfezione a questo mio desiderio di musica ‘soft’. Le caratteristiche dei brani sono simili: tempi dilatati (tredici pezzi per poco più di un’ora), dominio assoluto delle chitarre acustiche, parco uso di strumenti tradizionali, melodie dal chiaro taglio mediterraneo, sempre nostalgiche o malinconiche. Fare un track-by-track sarebbe quindi fuori luogo, preferisco segnalarvi semplicemente qualche impressione d’ascolto. Veramente struggente lo strumentale “Longas noites de choiva incansable”; “Haunted Glow”, uno dei due brani in inglese, ha una chiusa quasi in flamenco che è forse l’unica vera accelerazione di tutto il disco, e che nell’insieme dei brani fa quasi sobbalzare l’ascoltatore. Se si ascolta con attenzione lo strumentale “Desterro”, si odono in sottofondo voci straziante e sospiri colmi di orrore; il flauto e il violino di “Lume” riecheggiano tutta la sofferenza della millenaria storia spagnola. Il direttore ha ragione (come sempre!), questo non è un disco per un pubblico metal: ma questa prima recensione in italiano della formazione spagnola, cui faccio i miei auguri per i futuri successi, potrebbe facilmente attirare curiosi da altre latitudini.

(Renato de Filippis) Voto: 7,5/10