
(Perception, A Division of Reigning Phoenix Music) Sempre esplosivi, aggressivi, travolgenti, i tedeschi Schattenmann… ancor più elettronici, ancor più dance-metal, se vogliamo, ma con una potenza devastante, una forza micidiale capace di forgiare dodici brani micidiali. Brani moderni, in lingua madre, un look rinnovato, in linea con lo stile, canzoni che pulsano forte, che fanno cantare (anche senza conoscere la lingua… come insegnano i Rammstein), un crossover tra metal diretto e Neue Deutsche Härte in una sua variante più elettronica, anche se la cover di “Auf die Zunge” degli EISBRECHER è un monumentale esempio di Neue Deutsche Härte di altissimo livello. La title track è impetuosa, “Besser als der Rest” trascina, “Kamikaze” non prende prigionieri: un brano che sa essere dannatamente pesante. Misteriosa e imprevedibile “Einen Scheiß muss ich”, inno sognante e malinconico “Wir sind das Ende der Welt”. Digitale fino all’isterismo “Kein Kommando” e pulsante “Schna-na-naps”, decisamente radio-compatibili “Echo” e “Gelegenheit macht Liebe”, poste in chiusura. Un album che si focalizza sul lato più concentrato, più impegnato della band, del suo industrial metal. Ciascun brano punta all’impatto, al massimo impatto, a una riproduzione che esige volumi indecenti… illegali. Metal ed elettronica perfettamente bilanciati, indole ribelle e ampiezza pop altrettanto equilibrate. Un disco che punge, che taglia, che annienta, che cattura. Un disco peccaminoso che crea una meravigliosa dipendenza!
(Luca Zakk) Voto: 8,5/10




