(Comatose Music) Questa sconsiderata e assurda bestia cilena esordisce con un lavoro omonimo, ricolmo di un brutal death metal serrato e sanguinolento, non manchevole di una discreta tecnica di base. Il trio sudamericano prevede Richard Aguayo alla voce, Mauro M. al basso e chitarra, Victor Araneda alla batteria, i quali provengono dagli Esophagus di Mauro. Nelle trame delle chitarre si avverte quel riferimento, al contempo i Deeds Of Flesh sono un altro elemento di stile per i cileni. L’album è una perla del genere, come si potrebbe già supporre per il solo fatto di essere stato pubblicato da un punto di riferimento del brutal, slam, grind ed estremismi simili che è la statunitense Comatose. Blast beat serrati, micidiali come delle scariche d’artiglieria, ritmiche della chitarra pompata dal basso, che sminuzza e si cimenta in un riffing cinico e soprattutto senza respiro. Il lavoro alle corde di Mauro M. diventa una centrifuga nucleare a pieno regime che opera tra giri velocemente assurdi e scatti nervosi e soffocanti, sottolineati dall’estro folle di Victor Araneda. Spuntano nei pezzi dei breakdown ben cadenzati, tosti, pachidermici e più in generale dei passaggi slam brutal che sono un momento di rottura al turbinante e lanciato sfogo dei Sermon To The Lambs. Il grugnito di Aguayo è in continuo ribollire e contribuisce a rendere la proposta della band un concentrato di cose asfissianti e allucinate.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10