(Nordvis Produktion) È il quarto album della one man band di provenienza svedese che fa capo all’artista di origine australiana Matthew Bell, artista militante in Autumn’s Dawn, Evil Dogs, oltre a molti altri suoi progetti personali. “The Expanse” è un album che Matthew dedica completamente alla Svezia (settentrionale) che lo ha accolto, con quelle foreste, quella bellezza malinconica stimolata da tutti quei laghi che d’inverno sono specchi di ghiaccio, un’ambientazione per un suggestivo teatro di malinconia e pacifica desolazione. Black metal, lento, spesso vicino al depressive, ma supportato da divagazioni intelligenti, dal piano, da tastiere atmosferiche, da orchestrazioni con una decadenza trionfale, come dimostra la bellissima “Hem”. Avvincente, stimolante e avvolgente la title track, un black atmosferico, lacerante e… cosmico. Lenta e incisiva “The Fire”, brano che lascia trapelare qualche divagazione di matrice folk. Immensa “The Trance”, con una ritmica incisiva che supporta orchestrazioni che si aprono agli spazi sconfinati delle foreste del nord. Una buona dose di violenza appare all’improvviso con “The Storm”, brano con un titolo perfetto per descrivere questa improvvisa turbolenza, capace comunque di diventare quiete, purezza della natura, bellezza incontaminata. In chiusura “The Nothing”: ancora folk, ancora ritmi ossessivi, ancora un incedere decadente che comunque trasporta lontano, molto lontano. “The Expanse” è un album che non stanca, che invita subdolamente a ripetuti ascolti, svelando segreti, coinvolgendo nel profondo, con la costante sensazione che aleggino Burzum, i Drudkh, pure i Lustre, nelle progressioni di questi sei brani. Ma Skuggor è un’entità indipendente, è una poesia che si identifica, che si firma, che manifesta un personale atteggiamento verso la grandezza della natura, verso l’infinito rappresentato dal nulla e dalla fredda solitudine.

(Luca Zakk) Voto: 8,5/10