
(High Roller Records) Oltre alle formazioni che l’hanno reso grande e conosciuto in tutto il mondo, come Iron Maiden, Saxon, Metallica e altri soliti noti, il metal è in gran parte costituito da quelle che potremmo definire band gregarie, ossia quei musicisti che, pur non avendo raggiunto vette di fama considerevoli, da decenni mettono passione e sudore per mantenere vivo un genere che vanta un ricambio generazionale non comune. Gente che suona non certo per arricchirsi, ma per puro amore per la musica, gente come Paul ‘Shorty’ Van Camp, cantante e chitarrista belga e, sin dal lontano 1980, membro degli speed metallers Killer. Nata proprio agli albori della NWOBHM, la formazione belga fonde da sempre la passione per l’allora nascente movimento con il rock n’ roll veloce, sguaiato e rozzo dei Motörhead, al punto che, stando alle parole dello stesso Shorty, “The Grand Finale” è dedicato alla memoria di Lemmy, suo principale eroe. Una passione palesata in particolar modo nei brani “Roll The Dice” e “What You See Is What You Get”, nei quali è ospite Lloyd ‘Lemmy’, proveniente dalla tribute band Motorheadz, che duetta con Shorty nel primo pezzo e prende il totale comando del microfono nel secondo, con risultati impressionanti per quanto riguarda la somiglianza con l’originale Ian Kilmister. “Welcome In The Real World” è invece un mid tempo dal riff portante che più classico non si può… Fin troppo classico, ad essere sinceri, visto che è praticamente identico a quello di “Metal On Metal” dei canadesi Anvil. L’opener “Loaded Gun” e la title track sono due lezioni di metal ottantiano cazzuto e suonato come si deve, tra riff incisivi, voce ruvida ma capace di tirare fuori refrain memorabili e assoli di chitarra sopraffini. Molto intensa la ballad “Gone Too Soon”, dalle linee vocali che rimandano vagamente agli Scorpions, mentre l’epicità raggiunge apici incredibili su “The Fire Still Burns”, titolo che la dice lunga sulla passione sprigionata ancora oggi da Shorty, a settant’anni suonati. Puro metal viscerale, suonato da chi ha contribuito a creare il genere. Come disse quel tale: “Diffidate dalle imitazioni!”
(Matteo Piotto) Voto: 9,5/10




