(Ripple Music) Molteplici elementi di stile caratterizzano il sound dei Pelegrin. Psichedelia, grunge, alternative rock, stoner sono la base che definisce il loro stile musicale. In più elementi esotici come melodie attraverso linee vocali e strumentali, sono arabeggianti e inseriscono un tocco distintivo al tutto. Il trio di Nantes registra in studio con la chitarra di François Roze che è anche il responsabile del mixaggio di “The Curse of Nephtar”. Antoine Ebel è alla batteria mentre il basso in studio è di Jason Recoing che gestisce anche alcuni effetti sonori. Il tipico power trio intriso di robustezza nella sua ossatura musicale, quanto di melodie che fioriscono improvvise e con quei puntelli solisti della chitarra che rievocano scenari alla Pink Floyd dei primordi, primi Led Zeppelin e diverse situazioni lisergiche degli anni ’60 e ’70. L’abilità dei francesi è nel riuscire a rendere tutto fluente, oscillando tra scenari evocativi, assolati e mistici e tra qualche schitarrata solida e magari anche contemporanea. Mai essere troppo vecchi e mai andarci troppo a fondo con un’epoca suggestiva ma ormai vetusta, questo è forse il loro principio di fondo. Il pregio di rendere in musica uno spirito un po’ freak e con solidi riff, ben tagliati e collocati, è dunque un pregio. Base ritmica solida, concreta, con qualche aggiunta di percussioni. La copertina di “The Curse of Nephtar” è semplicemente evocativa e affascinante.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10




