(Sentient Ruin Laboratories) Quando “Unholy Barbaric Hymns” inizia con l’opener “Emblazoned Upon Ebony Winds”, si ha subito l’idea che i Diabolic Oath siano degli allievi dei Bestial Warlust! C’è lo stesso atteggiamento serrato, “ottuso”, cioè testardo, nel suonare come se gli strumenti fossero usati come mitragliatrici o come motoseghe. All’epoca un amico diceva: «Come delle motozappatrici». Un sound devastante, per un death metal carnale, oscuro, violento e senza alcuna finezza. La black-death metal band statunitense, in meno di dieci anni, ha messo in piedi una discografia fatta di due album, un paio di EP, demo e split. “Unholy Barbaric Hymns” è una buona prova della volontà della band di essere irriverente, barbaricamente irriverente. Suonano con partiture tipiche del death metal scarno, essenziale e con indubbie influenze thrash metal, per poi dimenarsi in cavalcate ritmate dai blast beat, tra il black metal, a tratti in stile Archgoat, e il death, dandoci dentro in maniera cruda e altrettanto potente. La voce, con un growl arso e anche in scream, rappresenta il sigillo finale di questa manifestazione malefica chiamata Diabolic Oath.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10