(Octopus Rising) Un lavoro intimista per con suoni comunque pesanti e anche ruvidi. Il concetto musicale inseguito da Alice Ronzini e Johan Sebenne è il doom reso in maniera monolitica, al contempo riflessivo e malinconico. Gli Aetere puntellano questo doom con aggiunte di natura dark le quali rendono cupo, a tratti spettrale e comunque sempre introspettivo il suo nucleo sonoro, cadenzato da un basso distorto e slabbrato, quasi irriconoscibile a volte. La chitarra lavora con un carico di effetti e dunque è l’elettronica che veste dunque ogni insieme dei suoni. Sintetizzatori effetti, macchine, prendono possesso di ogni iniziativa e rendono “Théogonie” è un’intrusione tra le pieghe della materia e gli umori della mente. Un atto musicale che si insinua tra il concreto e l’anima. A cantare è Alice Ronzini che si mette a suo agio con declamazioni tra l’angelico e il malinconico. Si passa da atti post-industrial al doom, lo sludge e poi a un dark/new wave filtrato e poco sincero. Ogni momento dell’album è la trasfigurazione di un qualcosa, sia essa un’atmosfera oppure un semplice umore. Ogni suo passaggio può diventare altro o una semplice colata di grigiore che ne ricopre un’altra. Ipnotica e visionaria dunque la teogonia del duo di Bordeaux.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10




