(Sun & Moon Records) Secondo album per gli slovacchi Solipsism, autori di un black metal molto personale, molto identitario, un black che viene definito ‘urban black’, un po’ anche per le tematiche trattate, non strettamente legate ai soliti argomenti quali religione, satanismo, esoterismo e magia nera. Disperazione esistenziale, degrado urbano e malinconia notturna: un diverso punto di vista su depressione, sofferenza interiore e isolamento. Brani in lingua madre – la quale suona meravigliosa – e brani in inglese. Subito potente “K pádom a vstaniam”, ma la furia iniziale lascia spazio a una miriade di evoluzioni, arrivando a momenti atmosferici suggestivi, ritmi incalzanti e divagazioni melodiche penetranti. Intensa e a tratti ipnotica “Strive for Meaning”, con quella melodia decadente favolosa e quegli arrangiamenti tutt’altro che prevedibili. Travolge riservando sorprese geniali “On Life’s Belongingness”, graffiante e tuonante “Everything Is Nothing (With a Twist)”. Duale “K samému sebe”: black metal spietato prima, melodia delicata con arpeggi e archi poi. Difficile descrivere “V podkroví som nasiel lano”: un brano con un’energia teatrale, una costante progressione che rivela l’immensa fantasia della band di Banská Bystrica. In chiusura la lunga “On Facing Outwards”, nella quale il black strizza l’occhio al prog, e la sorprendente, oltre che geniale, “Gallowswaltz”. Un disco coinvolgente, in grado di stupire: cinquanta minuti di musica che suscita curiosità, meravigliando, stimolando, affascinando. Il tutto in un’elegante pubblicazione con digipak deluxe e booklet di ben venti pagine, che mostra un artwork per ciascuno dei nove brani!

(Luca Zakk) Voto: 8,5/10